
Intraprendere la carriera notarile significa scegliere un percorso impegnativo ma di grande prestigio, che richiede anni di studio, pratica e superamento di prove selettive. Il notaio, infatti, svolge un ruolo centrale nel sistema giuridico italiano, garantendo la legalità e la validità degli atti. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale conoscere fin dall’inizio tutte le tappe della formazione universitaria e professionale.
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Formazione: conseguimento della laurea
Per diventare notaio, il primo passo è l’iscrizione a un corso di laurea in ambito giuridico. In Italia, il percorso più diretto è quello in Giurisprudenza, che fornisce le basi teoriche indispensabili in diritto civile, commerciale e tributario. Va da sé che dopo aver conseguito il titolo triennale sono gli studi della laurea magistrale in giurisprudenza a fare la differenza, non solo per quanto riguarda l’avvocatura, ma anche in riferimento alla magistratura e in relazione allo stesso notariato. Il ciclo magistrale, infatti, consente di approfondire materie centrali per l’attività notarile, come il diritto delle successioni, il diritto immobiliare e il diritto societario. Negli ultimi anni, sempre più studenti scelgono modalità di studio flessibili, come quelle offerte dalle università telematiche riconosciute come l’Università degli Studi Niccolò Cusano. Indipendentemente dall’ateneo scelto, ciò che conta è tuttavia acquisire una preparazione rigorosa e metodica, indispensabile per affrontare le prove successive.
Il tirocinio notarile
Una volta ottenuta la laurea magistrale, il percorso per diventare notaio procede con il tirocinio notarile. Questo periodo di pratica, che ha una durata minima di 18 mesi, si svolge presso uno studio notarile e permette di entrare nel vivo della professione. Durante il tirocinio si apprendono le tecniche di redazione degli atti, si partecipa alla gestione delle pratiche e si osserva da vicino il rapporto con i clienti. È una fase fondamentale per tradurre la teoria in competenze operative e proseguire senza paure verso il concorso.
Il concorso notarile
Dopo aver completato la fase di tirocinio, per ottenere l’abilitazione alla professione di notaio, bisogna procedere con il concorso notarile. Il concorso è bandito dal Ministero della Giustizia e proprio a giugno si sono svolte le prove per il bando di assunzione 2026 per 400 notai. Le prove scritte consistono nella redazione di atti notarili in materia civile, commerciale e testamentaria, mentre la prova orale verifica la conoscenza approfondita del diritto e delle normative collegate. Secondo dati recenti del Ministero, il numero di candidati supera di gran lunga i posti disponibili, rendendo il tasso di successo particolarmente basso.
L’ingresso alla professione di notaio
Dopo il superamento del concorso, si accede alla nomina a notaio e all’assegnazione di una sede. Solo a questo punto è possibile esercitare la professione in autonomia. Va sottolineato che il notaio svolge una funzione pubblica, pur operando come libero professionista: è responsabile della legalità degli atti che redige e della loro conservazione nel tempo. La professione notarile, con la digitalizzazione e l’evoluzione normativa, ha subito alcune trasformazioni legate. Ad esempio, l’introduzione degli atti informatici e delle firme digitali ha modificato alcune modalità operative, rendendo ancora più importante una formazione aggiornata e continua. Secondo il Consiglio Nazionale del Notariato, il numero di atti digitali è in costante crescita, segno di una professione che si adatta ai cambiamenti tecnologici senza perdere il proprio ruolo centrale.

